E tu, che paesaggio metti nel piatto?

22/09/2021buonissimap0

Mangiare è un atto paesaggistico? Wendell Berry, ambientalista statunitense, sostiene che mangiare sia un atto agricolo, e che non possiamo essere liberi se il nostro cibo e le sue fonti sono controllati da qualcun altro.

paesaggio, piantaggione di zucchine, blog buonissimap

Più che un atto agricolo, mangiare è diventato più che mai un atto politico, le cui conseguenze incidono non solo sulla libertà e il benessere degli esseri umani, ma sulla configurazione e l’equilibrio dell’intero pianeta.

Da questo punto di vista, possiamo dire che mangiare è anche un atto paesaggistico. Perché – come sostiene Rossano Pazzagli, professore di Storia del Territorio e dell’Ambiente all’Università del Molise – il paesaggio è la griglia di lettura del territorio, e le tecniche agricole utilizzate in ogni tempo contribuiscono a disegnarlo. “L’agricoltura è il principale strumento di territorializzazione dello spazio/natura”, dice Pazzagli, che richiama l’attenzione sulla deriva delle aree rurali negli ultimi decenni, caratterizzate da spopolamento, abbandono della terra, tramonto della pastorizia, declino dei beni comuni.

Mangiare è tornare alla terra”, prosegue. Non per tornare all’agricoltura convenzionale, che ha causato e continua a causare non pochi danni ambientali e di salute, ma per “stabilire un nuovo rapporto tra scienza e agricoltura, con l’integrazione tra saperi esperti e contestuali, per la costruzione di filiere sostenibili e virtuose tra città e campagna, consumo e produzione”. In quello che gli esperti di settore chiamano retro innovazione, ovvero il recupero e la valorizzazione di antichi saperi per la costruzione di nuovi sistemi agroalimentari.

Quale agricoltura per quale paesaggio?

Se mangiare è insieme un atto agricolo, politico e paesaggistico, che dire allora del produrre il cibo? La filiera del cibo coinvolge tanti fattori che non si può più concepire l’attività agricola come il semplice atto di coltivare la terra.  

Soprattutto ai giorni nostri, caratterizzati da sfide quali il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali, gli sfregi dell’industria alimentare, l’affermarsi della privatizzazione come modello di gestione della cosa pubblica, chi vuole entrare nel mondo dell’agricoltura non può prescindere dal vederla e dal viverla nella sua complessità. Che è insieme, appunto, agricola, sociale, sanitaria, ambientale, paesaggistica, politica.

È questo carattere multisfaccettato dell’agricoltura che viene messo in luce da “Coltiva il tuo futuro”, ciclo di quattro seminari organizzato dalla Cooperativa Co.r.ag.gio che, insieme ad altre tre cooperative agricole romane, tutte attive su terre pubbliche, ospitano gli incontri.

È stata Co.br.ag.or. ad accogliere il primo seminario lo scorso 18 settembre. Storico esempio di lotta e punto di riferimento dei giovani agricoltori di Co.r.ag.gio, la cooperativa – che nel 1977 ha occupato i terreni abbandonati nei pressi di Santa Maria della Pietà – rappresenta un sistema di difesa e recupero dei valori storici ed ambientali del territorio, contribuendo anche alla tutela ambientale di una porzione di agro romano.

Come fare agricoltura oggi? Dove ottenere finanziamenti? Come gestirli? E soprattutto, che tipo di agricoltura? “L’agricoltura convenzionale non ci interessa”, chiarisce subito Giacomo Lepri, presidente di Cooperativa Co.r.ag.gio che, come le altre cooperative coinvolte nell’iniziativa,  pratica l’agricoltura biologica.

Per aiutare a rispondere a questa domanda, Matteo Mancini, della ong DEAFAL che diffonde l’Agricoltura Organica e Rigenerativa e di cui abbiamo parlato in questo articolo, ci porta un dato funesto: “L’Italia è il primo Paese in Europa per perdita di suolo per erosione, con una media di 8 tonnellate per ettaro perse all’anno”. Le cause? Soprattutto le pratiche agricole convenzionali, specie la troppa meccanizzazione. DEAFAL, come altre realtà che praticano l’agricoltura rigenerativa in tutto il mondo, difende invece un maggior utilizzo di materie organiche e le pratiche di rigenerazione del suolo, che siano facilmente adattabili a ciascuna azienda agricola.

E se non cambiamo rotta presto, il paesaggio che metteremo nei nostri piatti tra 50 anni sarà desolante.

buonissimap

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca il cibo buono che fa per te!

Esplora il nostro motore di ricerca e trova quello che stai cercando

Torna alla Home

Copyright Buonissimap. All rights reserved.

Torna alla Home

Copyright by Buonissimap. All rights reserved.

Login

Register

Your personal data will be used to support your experience throughout this website, to manage access to your account, and for other purposes described in our privacy policy.

Already have account?

Lost Password

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.