Consumo del suolo in Italia: impatti su ambiente e agroalimentare

Il consumo del suolo può costare al Paese fino a 100 miliardi di Euro. Ma la perdita di questa risorsa, oltre ai danni ambientali, alimenta anche le distorsioni della filiera agroalimentare.

consumo del suolo, immagine pxhere
Consumo del suolo. Immagine PXHere

Il suolo è una risorsa ambientale non rinnovabile, che regola tutti i cicli ambientali, ed è anche la fonte della nostra alimentazione. Eppure in Italia ogni anno si consumano dai 50 ai 60 km quadrati di suolo naturale o agricolo, pari a due metri quadri al secondo, che vengono coperti da cemento e asfalto. Negli ultimi otto anni, a causa dell’impermeabilizzazione del terreno, oltre 360 milioni di metri cubi di acqua non si sono infiltrati nel suolo e scorrono in superficie, il che aumenta il pericolo idraulico dei territori. L’ambiente ne soffre anche per il mancato stoccaggio nel suolo di circa tre milioni di tonnellate di carbonio. È come avere un milione di macchine in più che circolano per 90 miliardi di km. La perdita di questi servizi ecosistemici ci costerà cara: tra 80 e 100 miliardi di euro solo tra il 2012 e il 2030.

È quanto emerge dal Rapporto sul “Consumo di Suolo in Italia”, presentato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) lo scorso luglio, nell’ambito del progetto europeo Soil4life.

La regione con il maggior consumo di suolo è stata la Lombardia, ma spetta a Roma, che ha “guadagnato” 123 ettari di superficie artificiale, il primato del comune italiano dove più si è colato cemento.  

Edilizia, cave, luoghi di scarica, trattamento rifiuti, grandi capannoni per l’immagazzinaggio della grande distribuzione e per lo sviluppo della logistica dei nuovi giganti del commercio. Tutti fattori che hanno giocato un ruolo importante nella perdita di suolo naturale a Roma.

La situazione attuale è anche riflesso di un modello di sviluppo insostenibile che si fatica ad abbandonare, e che per anni è stato sbandierato come la nuova frontiere dalla crescita. “Dieci anni fa, a Roma c’era la corsa al ‘più grande centro commerciale d’Europa’. Ogni centro commerciale che apriva era più grande di quello precedente”, ricorda Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, nella video presentazione del rapporto incentrata su Roma e Milano.

Oggi si cerca di correre ai ripari con un nuovo modello di sviluppo, circolare e non più lineare, che utilizzi e riconverta aree già costruite invece di consumare altro terreno. Ma la mancanza di una legge unica sull’uso del suolo mette a repentaglio l’intero ecosistema nazionale, grazie a vuoti normativi e a leggi urbanistiche regionali datate.

Quali impatti del consumo del suolo sull’agricoltura?

I più di 21 mila metri quadri di cemento, asfalto o altre coperture artificiali hanno un impatto di primo ordine sull’equilibrio del sistema agroalimentare in Italia. In soli otto anni un terreno agricolo su quattro è scomparso e la cementificazione ha fatto perdere 4 milioni e 155mila quintali di prodotti agricoli.

Cereali, ortaggi, frutteti, vigneti e oliveti andati persi, informa Coldiretti, che richiama l’attenzione sull’abbassamento del livello di autoapprovvigionamento dei prodotti agricoli in Italia, sceso a circa il 75%. Vale a dire che il Paese è costretto a importare il 25% degli alimenti che consuma.

La sostituzione di parte della produzione nazionale con alimenti importati, spesso da Paesi che non rispettano le normative per la tutela della salute, dell’ambiente e dei lavoratori, rientra in quella catena dell’insostenibilità in cui il consumo del suolo è soltanto parte del problema. Oggi in Italia circa un prodotto alimentare su cinque è importato, dal pomodoro cinese alla frutta sudamericana. L’aumento della concorrenza sleale di prodotti importati low cost con quelli coltivati in Italia favorisce le distorsioni della filiera e alimenta la catena dello sfruttamento, alla base del fenomeno del caporalato, che colpisce quasi 200 mila lavoratori “vulnerabili”, da nord a sud del Paese, secondo il rapporto Agromafie e caporalato a cura dell’Osservatorio Placido Rizzotto.

L’altra faccia della medaglia sono i prodotti sottocosto trovati sugli scafali di tanti supermercati. I prodotti agricoli pagati pochi centesimi, denuncia Coldiretti, spingono molte imprese oneste a chiudere e a lasciare spazio all’illegalità. Esempio emblematico di questo sistema è la passata di pomodoro: per una bottiglia pagata 1,3 euro, soltanto l’8% equivale al valore del pomodoro. Ovvero, al lavoro agricolo che sta alla base della filiera.

L’Associazione Terra, che da anni denuncia questi squilibri, ha fatto notare in un recente articolo che pochi giorni dopo la morte di un bracciante mentre raccoglieva cocomeri in Spagna, un discount italiano ha lanciato un’offerta proponendo l’anguria a un centesimo al chilo.

Anche se a prima vista potrebbe non esserci un nesso tra il consumo del suolo, il caporalato e le offerte dei supermercati, questi fatti messi insieme offrono una visuale più sistemica dell’insostenibilità del modello di sviluppo percorso finora.

Il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura recentemente firmato da tre ministri e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) è, dopo la legge contro il caporalato del 2018, un importante azione di responsabilizzazione delle istituzioni nazionali e locali per combattere il fenomeno. Da segnalare anche l’iniziativa della Rete del lavoro agricolo di qualità, che con un carattere più preventivo che punitivo intende raggruppare le aziende agricole libere da caporalato. La Rete ha accolto finora l’adesione di alcune migliaia di produttori in tutta Italia.

Insieme a questi interventi legali e istituzionali, come ogni fenomeno nella nostra complessa società globale, la responsabilità, anche se in diversa misura, passa per tutti gli attori coinvolti. In questo senso, anche cittadini e cittadine, in quanto agenti di cambiamento sociale ma anche  consumatori, giocano un ruolo fondamentale nella costruzione di un sistema più giusto, inclusivo e ambientalmente sostenibile.

buonissimap

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Cerca il cibo buono che fa per te!

Esplora il nostro motore di ricerca e trova quello che stai cercando

Torna alla Home

Copyright Buonissimap. All rights reserved.

Login

Register

Your personal data will be used to support your experience throughout this website, to manage access to your account, and for other purposes described in our privacy policy.

Already have account?

Lost Password

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.