Sostenibilità alimentare e rilancio dei negozi di quartiere: il cuore del nostro blog

Oggi lanciamo il blog di buonissimap. Per affiancare la costruzione della nostra rete cittadina della sostenibilità alimentare, promoviamo anche l’informazione per un modello di consumo più attento e responsabile.

Produttore agricolo, Azienda Agricola di Leonadro Altobelli, Mercato Trieste, Roma. Foto Sara Minelli
Produttore agricolo, Azienda Agricola di Leonadro Altobelli, Mercato Trieste, Roma. Foto Sara Minelli
Per ora, facciamo una premessa, per spiegare meglio i nodi che vogliamo affrontare e provare a sciogliere insieme a voi.

L’agroalimentare è un sistema su cui ruota gran parte delle sfide del nostro tempo, legate alla sostenibilità ambientale, sociale, alla salute e al benessere del pianeta e di tutti i suoi abitanti.

Nel modello attuale, basato sulle logiche di mercato, ciascuno dei nodi che costituiscono la filiera agroalimentare ha la forza di generare effetti perversi che, a causa della sempre maggior interconnessione del commercio, si ripercuotono sulla vita di miliardi di persone nel mondo.

Alla base della filiera, ovvero la produzione, vi sono problemi legati all’ambiente, all’inquinamento del suolo e dell’acqua, allo sfruttamento della mano d’opera, delle terre e dei mari, alla perdita della biodiversità. Specie nel sud del mondo, latifondi si espandono spesso su aree protette dove vivono i popoli originari che vengono uccisi o  espulsi. Foreste primordiali sono disboscate, generando una immensurabile perdita di biodiversità, con uso massivo di pesticidi e fertilizzanti (o anabolizzanti e antibiotici sugli animali). A comandare sono i latifondisti, e ancora oggi è enorme il numero di braccianti ridotti alla schiavitù o, come anche in Europa, succubi delle pratiche di caporalato.

Il secondo nodo è il sistema distributivo, dove emergono problemi legati alla tracciabilità, allo spreco dei prodotti a causa di una lunga catena di intermediazione e immagazzinaggio, e ai costi umani e ambientali eccessivi di una logistica inefficiente basata unicamente sulle leggi di mercato.  

L’ultimo anello sono i consumatori che, spinti da un sistema che si pone obiettivi di crescita infinita, finiscono per comprare male e a volte troppo, contribuendo a tenere in piedi un sistema autodistruttivo, che non esternalizza i suoi costi ambientali, sociali e sanitari.

Cosa possiamo fare per la sostenibilità alimentare?

Innanzitutto, informarci e informare, imparare insieme a districarci in questa rete della produzione e della distribuzione alimentare, che vorremmo contribuire a rendere più trasparente.

E poi, possiamo scegliere con più attenzione dove e come comprare il cibo che consumiamo. Una scelta che incide non solo sulla nostra salute, ma anche su quella dell’ambiente e della nostra società, che oggi più che mai ha bisogno di una ricostruzione basata sull’etica, sulla solidarietà e sulla fiducia.

Noi lavoreremo perché questo sia possibile per un numero sempre maggiore di persone, partendo dal nostro territorio.

Stay tuned…

buonissimap

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